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fiano cerzalongaOggi, la produzione vitivinicola locale è essenzialmente una produzione di nicchia con spiccata tipicità. I ritardi nel riconoscimento "di origine" per i vini campani, di nascita molto più antica, sono l’effetto dell’interazione di molte cause.
Una di queste è stata certamente la ricerca di soluzioni che portassero ad una commercializzazione del prodotto, tanto da introdurre vitigni (Barbera, Malvasia, Sangiovese, Trebbiano) con la convinzione di "migliorare" la qualità della produzione vinicola locale. Solo con la riscoperta di vitigni ben più antichi come il Fiano (in loco denominato "Santa Sofia"), il Greco, l’Aglianico, introdotti nel Sud dai Greci di 2700 anni fa, la Guarnaccia ed i vitigni "Primitivi" si è giunti al riconoscimento delle due aree cilentane a DOC: Castel San Lorenzo e Cilento. Tra le produzioni di maggior prestigio va segnalata quella dell’azienda agricola Tipaldi che produce e commercia direttamente un limitato numero di bottiglie: il "Kantari" (aglianico I.G.T. Paestum), invecchiato rigorosamente 18 mesi in barriques, il "Barbera" (I.G.T. Paestum) dal sapore piacevole e delicato ed il "Cerzalonga" (fiano I.G.T Paestum) dal colore giallo paglierino e leggermente fruttato. E' comunque ancora rilevante il numero di aziende, piccole e frazionate, che sono ai margini del mercato, con produzioni destinate all’autoconsumo o alla vendita diretta.