fichi

fichi secchi del cilentoL’introduzione del fico sembra sia precedente al IV sec. a.c.; ne hanno decantato le ottime caratteristiche scrittori dell’antica Roma quali Catone e Varrone. Il fico Bianco del Cilento deve la sua denominazione al colore giallo chiaro uniforme della buccia quando vengono essiccati, che diventa marroncino dopo un processo di cottura al forno. Veniva essiccato sulle “grate” fatte di intrecci di lamelle di canne e bisognava porre molta attenzione durante l’essiccazione; infatti alle prime gocce di pioggia le “grate” venivano poste al riparo dalle acque per poi riportarle fuori al sole una volta cessata la pioggia. Questo poteva avvenire anche varie volte nell’arco della giornata. Le ottime qualità del prodotto sono da ricercare nell’azione mitigatrice del mare, nella buona fertilità del suolo unito ad un regime pluviometrico ottimale per la crescita del fico. Da alimento di sostentamento a fonte di reddito il passo è stato graduale con l’avvento del turismo sul territorio; vengono oggi commercializzati e farciti in vario modo o ricoperti al cioccolato, divenendo prodotto dolciario delle festività natalizie.