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la sera sul portoLa Chiesa dell'Annunziata. Alcuni documenti testimoniano già dal 1187 l'esistenza in questa zona di una chiesa dedicata alla Madonna "Sancta Maria de Laczarulo" cha assieme alle terre circostanti era di appartenenza della baronia del Cilento. Pur se di datazione molto anticha, la storia della chiesa può essere documentata solo a partire dal XVI secolo allorquando Fabrizio Poderico, signore del feudo di Cannicchio, donò ai francescani un terreno per costruirvi un convento. Il monastero, come tutti gli altri, venne soppresso da Innocenzo X. Il campanile attuale fu costruito nel 1926, allorquando divenne parrocchia. La chiesa attuale è il risultato di numerosi interventi e rifacimenti, ultimo dei quali, quello del 1971, che ha voluto creare un ambiente più ampio per i sempre più numerosi fedeli, soprattutto nella stagione balneare, che però hanno finito col cancellarne la struttura ottocentesca. Nel corso degli ultimi restauri eseguiti nella chiesa, sono state recuperate parte delle colonne del chiostro, mentre altri reperti ritrovati hanno giaciuto lungamente nel cortile del fabbricato vicino, anch’esso costruito nell’area della fabbrica del convento, a sua volta, probabilmente, sorto su rovine di una villa romana.


torre del caleoLe Torri costiere. La presenza di torri lungo la costa cilentane è da ricercarsi nella minaccia dei barbareschi che nei secoli XVI e XVII aveva posto le popolazioni sotto un continuo incubo. Sorgeranno così torri in tutti i punti strategici, dislocate, generalmente, ad un miglio l'una dall'altra, quasi tutte a forma quadrata.
Il carattere difensivo dei centri abitati del Cilento si nota anche in molte costruzioni private, munite di Torrini cilindrici e poligonali.
Le torri si dividevano in cavallare o di allarme, di difesa e guardiole.
Le prime erano custodite da un uomo fornito di cavallo, il quale, in caso di pericolo piratesco, aveva il compito di dare l'allarme al più vicino posto militare. Di qui, con i fuochi o con suono di campana, partivano i segnali, al fine di avvisare la gente della zona perché, per tempo, potesse rifugiarsi nella torre stessa.
Le torri di difesa erano bene armate e protette da mura robuste, di circa metri due di spessore, e da gran numero di soldati. C'erano poi le torri guardiole che, poste sulla parte alta della collina, assolvevano il compito di mettere in comunicazione le torri del piano con i paesi della zona circostante.
A custodia delle torri erano i torrieri, scelti tra vecchi invalidi o veterani; gli armigeri, obbligati alla guardia dal terrazzo della torre sul quale era situata una garitta necessaria al riparo degli stessi nelle stagioni rigide.
Alla metà del secolo XVII si fece di tutto perché i torrieri e gli armigeri fossero scelti tra gente che sapesse leggere e scrivere; perciò, gli aspiranti, prima di essere assunti, erano sottoposti ad esame e, solo se idonei, era rilasciata loro una regolare patente. Nelle torri, poste sulla marina, vi erano pure i rematori, addetti alla feluca di guardia.
Tutto questo personale percepiva un regolare stipendio ed era obbligato a risiedere nella torre o nelle sue vicinanze in modo da essere sempre e immediatamente disponibile in caso di pericolo.
A causa delle spese eccessive da sostenere per il mantenimento del personale addetto alla guardia e alla difesa delle torri, nell'anno 1722 fu abolita la carica di torriere e, in sua sostituzione, furono chiamati i militari della fanteria. Ad essi, in caso di assalto, avrebbero portato aiuto i semplici cittadini, pena la galera.
La prima torre ad essere costruita fu quella del "Caleo" e successivamente venne riattivata la "Torre Normanna". A queste due torri poste sul litorale era collegata quella della macchia (la località oggi viene indicata come “Torremacchia”) che assolveva il compito di raccogliere il segnale di pericolo dato dalle torri litoranee e trasmetterlo ai paesi vicini.