celso

celso cilentoLa prima notizia storica di Celso si rileva in un documento del 1050. L'origine del villaggio, secondo una leggenda, si collega alla fuga di alcune famiglie di Pollica che, per sottrarsi alle lotte intestine del loro paese, si rifugiarono in collina.
Celso conserva la sua antica struttura urbanistica, che lo rende luogo particolarmente caratteristico, soprattutto nei piccoli quartieri San Biase e Valle. Molte case si adornano ancora di torrini difensivi, posti ai loro angoli, a guardia di robuste porte carraie, rinforzate da chiodi e una piccola apertura nel vano, che consentono il passaggio di una sola persona alla volta.
Queste strutture svolsero uno ruolo importante per la difesa dal brigantaggio e dalle cosche rivali tra il XVII e il XIX secolo
L’abitato si caratterizza per due imponenti costruzioni, il palazzo Mazziotti, e il palazzo degli Amoresano.La famiglia Mazziotti, di antica tradizione liberale, lottò nelle rivolte del 1828 e del 1848. Gli Amoresano ebbero un ruolo nelle cosche locali, a metà del secolo scorso.

Palazzo Mazziotti.
Nella piazzetta chiusa per tre lati dal palazzo dei baroni Mazziotti, oggi monumento nazionale, che ha dato i natali a Matteo Mazziotti, parlamentare negli anni '20 e insigne studioso del Risorgimento nel Cilento sorge la cappella gentilizia di famiglia, intitolata a San Nicola. Essa risale al XVII secolo e custodisce l’antica icona della Madonna di Costantinopoli.

celso pollicaLa Chiesa della Madonna dell'Assunta.
La Chiesa di Celso è dedicata alla Madonna dell'Assunta. Sulla facciata, realizzata in pietra locale e ornata da cornici in cotto, si apre il portone principale che immette nella chiesa a tre navate. Di particolare rilievo sono il fonte battesimale in pietra scolpita del 1771 ed un'acquasantiera in pietra del 1625. Il campanile, che è molto basso rispetto alla chiesa, venne costruito nel XVIII° secolo.

Convento di Costantinopoli.
Secondo la tradizione popolare sarebbe stato costruito dai profughi di Costantinopoli, che sfuggiti al sacco della loro città, perpetrato nel 1453 da Maometto II, volevano, tramite esso, ricordare il culto della patria perduta. Costoro, che già avevano istituito nei pressi una colonia, intitolarono alla Madonna di Costantinopoli il luogo, e nella simbologia dell’effige, la raffigurarono leggermente chinata in avanti come in atto di spegnere le fiamme divoranti una città posta ai suoi piedi.
Nel 1610 la cappella venne donata dal signore del luogo agli agostiniani che diedero incarico di fondarvi un convento. Il complesso conventuale fu poi rilevato dalla famiglia Mazziotti che ne curò il decoro sino al secondo dopoguerra.
Negli anni Trenta, sul pianoro antistante, venne istituita la fiera che si tiene tuttora il lunedì successivo alla Pentecoste.